Frequently Asked Questions
È' possibile immettere gli scarti alimentari nella rete fognaria una volta triturati?
Il Parlamento Italiano, con l'articolo 25 della legge 179 del 31-07-02, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 189 il 13-08-02, ha chiarito che gli scarti dell'alimentazione umana possono essere immessi in fognatura se trattati da dissipatori di rifiuti alimentari.
Per utilizzare al meglio i vantaggi di questo sistema di raccolta e smaltimento si auspica che sia fatta una verifica tecnica delle reti e degli impianti da parte dell'Ente Gestore.
La legge di fatto riconosce ai dissipatori di rifiuti alimentari la capacità di ridurre i rifiuti, di convogliarli in maniera sicura allo smaltimento nei depuratori che sono già preposti al trattamento della sostanza organica, e di non togliere nella realtà, con il loro utilizzo, alcuna privativa all'Ente pubblico gestore.
Ciò, fra l'altro, va anche nella direzione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 22/97 ("Decreto Ronchi"), che prevede di favorire tutte quelle azioni che portino alla riduzione dei quantitativi di rifiuti prodotti oltre che al loro recupero e riutilizzo, tali da non comportare alcun pericolo per la salute dell'uomo nonchè pregiudizio all'ambiente.
Il decreto legislativo 16-Gennaio-2008 n.4, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.24 il 29 -Gennaio-2008, ha così modificato il comma 3^ dell' art.107 del Decreto Legislativo 152 del 3-Aprile-2006:
Modifiche alla parte terza e quarta: 8-bis) il comma 3 dell'articolo 107 è sostituito dal seguente: <<3. Non è ammesso, senza idoneo trattamento e senza specifica autorizzazione dell'autorità competente, lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura>>.
Il nostro commento: La normativa resta in attesa, come appare ovvio, di un ulteriore chiarimento in quanto non sono specificati nè il trattamento idoneo, nè la competente autorità. Il governo prevedeva il chiarimento nel prossimo futuro attraverso lo strumento di un decreto attuativo, ma l'intervenuta crisi e l'annuncio di nuove elezioni politiche lasciano per ora di fatto la situazione indefinita.
Si può pensare che l'idoneo trattamento si riferisca comunque ad apparecchiature che garantiscano un'immissione di un rifiuto altamente selezionato, compatibile con le reti fognarie e gli impianti di depurazione dele acque reflue, quindi ancora ai DRA, ma con una più focalizzata attenzione ai recuperi ai fini energetici della biomassa immessa nel sistema. Per quanto riguarda l'autorità competente la situazione è ancor più confusa, in quanto gli ATO identificati dalla precedente circolare Ministeriale come competenti, sono stati soppressi dalla stessa legge, nè pare logico che possano essere sostituiti dall'Autorità gerarchicamente superiore, in questo caso la Regione. L'augurio è quello che la scelta sia affidata al Gestore del Servizio Idrico Integrato e quindi ai consorzi dei Comuni. Tale auspicio deriva dalla considerazione che una tecnologia, una volta valutata dal Governo come sussidiaria ad altre, debba essere scelta su una base solamente tecnico economica e di compatibiltà peculiari degli impianti che solo localmente possono essere adeguatamente conosciute e valutate con competenza.
Che cosa è il "disidratatore"?
Il disidratatore è un'apparecchiatura costituita da un dissipatore di rifiuti alimentari (D.R.A.) e da un apparato di separazione del rifiuto sminuzzato dall'acqua di processo (normalmente una centrifuga).
Mentre la parte solida (il macinato strizzato meccanicamente), viene stoccata in un contenitore per essere successivamente avviata al recupero negli impianti di compostaggio, la parte acquosa va in fognatura dove potrà essere proficuamente utilizzata nei depuratori con scarsità di carica batterica per i processi di rimozione biologica dell'azoto e del fosforo.
L'impiego di queste apparecchiature è soprattutto nella ristorazione ma Ecofast ha sviluppato nuove applicazioni in campo domestico (vedi SNOP e Sistema Remoto Condominiale).
Perché è utile il "disidratatore"?
Perché effettuano una riduzione: drastica nel volume, minore nel peso, degli scarti alimentari, permettendo di incrementare la raccolta differenziata degli stessi.
Grazie al loro utilizzo si possono ottenere, infatti, i seguenti vantaggi:-
Meno costi per la raccolta differenziata, il trasporto e lo smaltimento degli scarti alimentari;
- Più rifiuti raccolti in maniera differenziata;
-
Impatto logistico positivo: meno autocarri in circolazione, meno cassonetti e odori nelle strade;
- Nessun problema di sedimentazione nelle fognature;
- Incremento della carica organica necessaria agli impianti di depurazione per la rimozione dei nutrienti;
- Rifiuti più secchi e quindi meno inquinanti.
Il materiale raccolto, infine, è pronto per il ciclo di compostaggio perchè: - omogeneo;
- selezionato;
- a bassa conducibilità
e quindi utilizzabile come ammendante in agricoltura anziché come "frazione stabilizzata urbana" da smaltire in discarica.
L'utilizzo dei dissipatori di rifiuti alimentari può portare beneficio alla depurazione delle acque reflue e più in generale all'ambiente?
Sì, ed in particolar modo negli impianti a "basso carico organico" (la gran parte degli impianti esistenti in Italia), dove normalmente si utilizzano chemical costosi: tipo acido acetico, metanolo o altro (che rappresentano una importante voce di bilancio nella gestione di un impianto di depurazione), per l'abbattimento dei nutrienti: azoto e fosforo.
Infatti con l'uso dei dissipatori di rifiuti alimentari si favorisce l'immissione di carbonio rapidamente disponibile per i processi di BNR a costo pressochè nullo per il gestore.
Inoltre, se l'impianto è dotato di digestore anaerobico per la produzione di bio-gas, il risparmio di energia elettrica per auto consumo può essere molto importante (€ 2,8/AE anno).
Nella presente tabella si riepilogano i dati di un recente studio condotto, nel 2001, dall'Università di Hannover (ISAH) dai proff. Rosenwinkel e Wendler, sull'impatto che la frazione organica triturata ha nell'impianto di depurazione.
| |
Refluo fognario
(gr.abitante giorno) |
Frazione organica triturata
(gr.abitante giorno) |
Differenza % |
| SS (Solidi Sospesi) |
70 |
28-40 |
40-60 |
| COD tot. |
120 |
18-36 |
15-30 |
| BOD tot. |
60 |
6-15 |
10-25 |
| TKN |
11 |
1,5 |
5-10 |
| P tot. |
1,8 |
0,13-0,25 |
7-14 |
| C/N |
2/1- 5/1 |
25/1 |
+++ |
| Indice di diffusione territoriale |
|
100% |
|
| Fango primario |
45 - 54 |
20 - 40 |
50 - 70 |
| Fango di supero |
10 - 35 |
5 - 20 |
10 - 40 |
| Fango grezzo |
ca. 80 |
ca. 50 |
ca. 62 |
| Fango digerito |
48 - 60 |
15 - 18 |
30 - 50 |
| Biogas |
16 - 25 L/(E*d) |
16 - 25 L/(E*/d) |
90 - 100 |
Per quel che concerne l'ambiente, le riduzioni di emissioni (vedi il nostro calcolo dell'impatto ambientale) e di percolati, possono essere considerati i più evidenti vantaggi, insieme ad un più generale miglioramento dell'igiene e salute pubblica.
A titolo di semplice informazione, il comune di New York, dopo una sperimentazione di due anni condotta in alcune zone della cittè (Queens, Brooklyn e Manhattan) non provviste di fognatura separata, ha tolto il divieto all'uso dei dissipatori, esistente a partire dal 1994, ed incentiva la loro installazione a partire dall'anno 2000 con un contributo, una tantum, di 300 US dollari.
L'utilizzo dei dissipatori di rifiuti alimentari può portare pregiudizio al corretto funzionamento della rete fognaria?
Mentre non sussiste alcun pregiudizio per le reti fognarie separate, cioè reti distinte per le acque nere e bianche, per le reti fognarie miste, cioè quelle in cui sversano sia le acque nere che quelle di origine meteorica, qualche problema potrebbe derivare dal fatto che, nei periodi di forti precipitazioni, si produca lo sfioro delle portate eccedenti da parte degli scolmatori di piena, con conseguente emissione nell'ambiente dei solidi trasportati. Ciò accade particolarmente in periodi di forti precipitazioni che seguono periodi secchi prolungati.
Occorre subito rilevare che fenomeni di questo tipo, che erano alla base delle preoccupazioni dell'Amministrazione Comunale della città di New York, sono state smentite da specifiche sperimentazioni condotte in campo.
Ciononostante, qualora il fenomeno fosse di entità tale da destare preoccupazione da parte dell'Ente Gestore ( e ciò, vorremmo sottolineare, indipendentemente dall'utilizzo dei dissipatori di rifiuti alimentari) si possono adottare alcune misure atte a prevenirlo, attraverso l'adozione, per esempio, di pozzetti di cacciata in cui conservare volumi d'acqua da far poi fluire di tanto in tanto durante i periodi di secca al fine di mantenere pulita la condotta fognaria oppure di vasche di laminazione off-line.
Poichè gli scarti alimentari triturati hanno una composizione e densità simile a quella del refluo fognario, non si dovrebbero riscontrare problemi di mal funzionamento della rete fognaria, anche a basse velocità.
| Composizione chimica del |
%C |
%H |
%O |
%N |
%S |
| Refluo fognario |
59,7 |
9,5 |
23,8 |
7,0 |
0 |
| Scarti alimentari triturati |
50,5 |
6,7 |
39,6 |
2,7 |
0,4 |
(Università del Wisconsin - Raffronto ingegneristico fra 5 sistemi per la gestione degli scarti alimentari - 1998).
Per quanto riguarda la sedimentazione dei solidi sospesi, vorremmo, invece, riassumere gli studi sulla granulometria della varie componenti merceologiche della FORSU e della loro velocità di sedimentazione condotti, di recente, dall'Universittà degli Studi di Ancona.
Un confronto tra la sedimentabilittà della FORSU triturata e i solidi sospesi delle reti fognarie civili può essere effettuato considerando il comportamento delle acque reflue prelevate all'ingresso di impianti di depurazione, a monte della stazione di sollevamento, in concomitanza con la portata di punta secca e concentrando preventivamente il contenuto in solidi di circa 10 volte.
Questa condizione di misura implica che le velocità di sedimentazione misurate siano nettamente inferiori a quelle reali quindi nel caso di un confronto con il triturato della FORSU estremamente cautelativa. In tali condizioni il comportamento dei reflui in ingresso agli impianti di depurazione Ancona-ZIPA, Falconara (AN), Jesi (AN), sono riportati nella Tab. 2 (Bolzonella et al.;2002).
Tab. 1 Dati sulla sedimentabilità delle frazioni granulometriche (Bolzonella et al; 2002)
Frazione
merceologica |
Dimensione
(mm) |
Frazione flottante
(%) |
Velocità di sedimentazione
(mh-1) |
| |
Media |
Dev. Std. |
| Frutta |
>=0.84 |
78.0 |
16.6 |
4.0 |
| <0.84 |
54.7 |
3.3 |
0.8 |
| Pasta-Pane |
>=0.84 |
0.0 |
22.7 |
3.1 |
| <0.84 |
8.0 |
1.7 |
0.4 |
| Verdure |
>=0.84 |
0.0 |
19.4 |
3.3 |
| <0.84 |
37.3 |
2.3 |
0.4 |
| Carne |
>=0.84 |
62.0 |
17.3 |
1.1 |
| <0.84 |
30.3 |
4.0 |
0.5 |
| Pesce |
>=0.84 |
0.0 |
24.5 |
1.6 |
| <0.84 |
40.0 |
11.3 |
1.2 |
Tab. 2 Velocità di sedimentazione dei solidi in rete fognaria
| REFLUO |
TSSmg/l |
Velocità media di sedimentazione(m/h) |
Dev. Std. |
| Ancona-ZIPA |
3289 |
15.5 |
1.8 |
| Falconara- AN |
2125 |
14.0 |
2.9 |
| Jesi - AN |
800 |
10.1 |
0.4 |
Un ulteriore termine di paragone è costituito dalla velocità di sedimentazione di altri materiali solidi presenti in impianto di depurazione, nei vari stadi del processo, vedi Tab. 3 (Metcalf & Eddy, 1991).
Tab. 3 Velocità di sedimentazione di alcuni tipi di solidi presenti in impianti di depurazione
| MATERIALE |
VELOCITA' DI SEDIMENTAZIONE
m/h |
| Sabbia 65 mesh |
69 |
| Sabbia 100 mesh |
46 |
| TSS in sedim. primario |
1,8 |
| TSS in sedim. secondario |
1,1 |
Dal confronto della Tab. 2 con la Tab. 3 si evince che il comportamento gravitazionale dei reflui negli impianti studiati (Tab.2) è perfettamente coerente con i diversi materiali che possono pervenire negli impianti di depurazione; risultati sperimentali diversi avrebbero ridotto la significatività della metodologia e dei materiali usati e sottolineato un comportamento anomalo da attribuire principalmente agli elementi costruttivi della rete fognaria.
L'applicazione dei risultati della Tab.2 a quelli del comportamento gravitazionale delle diverse frazioni granulometriche della FORSU (Tab. 1) permette di definire la Tab. 4, quindi il contributo ai solidi sedimentati in rete della FORSU triturata e scaricata in rete fognaria.
Tab. 4 Comportamento dei solidi sospesi nelle reti (Bolzonella et al.; 2002)
| Rifiuto |
Distribuzione (%) |
Solidi conferiti in impianto (%) |
Solidi sediment. (%) |
| |
< 0.84 mm |
> 0.84 mm |
< 0.84 mm |
> 0.84 mm |
|
| Frutta |
79.0 |
21.0 |
79.0 |
19.5 |
1.5 |
| Pasta-pane |
42.1 |
57.9 |
42.1 |
37.5 |
20.4 |
| Verdure |
56.1 |
43.9 |
56.1 |
36.2 |
7.7 |
| Carne |
33.4 |
66.6 |
33.4 |
57.7 |
8.9 |
| Pesce |
63.9 |
36.1 |
63.9 |
26.8 |
9.3 |
| Rifiuto Alimentare |
50.1 |
49.9 |
50.1 |
33.1 |
16.8 |
In definitiva non oltre il 17% dei solidi trasferiti con la FORSU triturata sedimenta in rete mentre tutti gli altri arrivano in impianto di depurazione. Considerando il fatto che questo risultato viene:- dall'applicazione di velocità di sedimentazione dei solidi sospesi che sono trasportati in reti fognarie reali misurate ad una concentrazione di 10 volte superiore;
- dalla determinazione delle velocità di sedimentazione delle diverse frazioni merceologiche che compongono la FORSU dove si tiene conto delle sole particelle più veloci a sedimentare;
si può ritenere che il risultato finale sia estremamente positivo ed esprima la piena possibilità dello scarico della FORSU dissipata in reti fognarie nere e miste.
Che cosa è RE-WISE e Si.Qu.R.O.?
"RE-WISE" è un progetto in partnership europea finanziato da EACI (European Agency for Competitiveness and Innovation) in ambito IEE ( Intelligent Energy - Europe) derivante da una tecnologia proprietaria di Ecofast Italia s.r.l. (sistema SI.QU.R.O.). Obiettivo di Re-WISE e la promozione di un sistema integrato per la produzione decentrata di elettricit à e calore da biogas da rifiuti organici di cibo, realizzato con l'impiego massiccio di dissipatori di rifiuti alimentari domestici di seconda generazione, capaci di quantificare i rifiuti immessi nella rete fognaria. Usando questa infrastruttura come mezzo di trasporto della frazione umida dei rifiuti domestici si può incrementare in maniera sostanziale la produzione di biogas negli impianti di depurazione delle acque di scarico dotati di trattamento anaerobico dei fanghi secondari, in un processo di codigestione dei due differenti substrati.
Che cos'è il FUS 20? FUS sta per "Frazione Umida e Secca", evidenziando che per un corretto trattamento dei rifiuti domestici con recupero dei materiali, occorre separare le due frazioni a partire da ogni singola abitazione. "20" sta, invece, per 20° secolo, quello che ha visto un'ampia diffusione di questo sistema nel nostro Paese. Principale obiettivo del Sistema FUS 20 è quello di incanalare tutti gli avanzi domestici in un percorso igienicamente sicuro, di minor impatto ambientale rispetto al trasporto su strada, meno impegnativo e costoso sia per il singolo cittadino sia per la pubblica amministrazione.
In questo modo, la percentuale dei rifiuti separati potrà aumentare notevolmente, consentendo un decisivo passo avanti verso il raggiungimento degli obiettivi posti dal Decreto Ronchi.
In pratica, il sistema si basa sull'impiego di un elettrodomestico, il dissipatore che, collocato sotto il lavello della cucina, riduce gli scarti alimentari a una sorta di pappa liquida che va direttamente nella rete fognaria. Di qui, senza bisogno di alcun contenitore o autocarro, raggiunge il depuratore e sotto forma di fanghi può essere facilmente trasformata in risorsa energetica (mediante gassificazione) o compost di qualità, aggiungendo i cosiddetti "scarti verdi" (foglie, erba e rami tagliati) e i rifiuti freschi prodotti dai mercati ortofrutticoli. La totale eliminazione della frazione organica domestica ottenibile grazie al dissipatore, non soltanto accresce il valore energetico della restante frazione secca, ma limita la capacità inquinante dei rifiuti solidi urbani. Il sistema FUS 20 è applicabile ovunque vi sia una fognatura che finisce in un depuratore. È comunque opportuno che le installazioni vengano regolamentate dal Gestore del Servizio Acque, il funzionario che meglio di altri può valutare l'opportunità di questo servizio in rapporto alla flessibilità del depuratore e alle condizioni in cui si trova la rete fognaria. Ecofast Italia propone alle amministrazioni competenti una graduale sostituzione della tradizionale raccolta dell'umido domestico con un servizio comprensivo di installazione dei dissipatori e assistenza da parte di ditte specializzate che garantiscono la sicurezza dell'impianto.
Le modalità di installazione vengono verificate caso per caso, cercando di non modificare il lavello e realizzando un impianto elettrico a norma. Il risparmio sui costi relativi alla raccolta differenziata e allo smaltimento dell'umido domestico copre ampiamente i costi del sistema FUS 20 e i maggiori costi di depurazione. Inoltre, quando finalmente arriverà la tariffa, ogni cittadino potrà godere della riduzione nella quantità di rifiuti domestici prodotti, realizzata grazie al dissipatore.
Il rapporto con le amministrazioni competenti viene disciplinato da una convenzione con la quale il gestore del servizio autorizzato da Ecofast assume specifici oneri a fronte di un canone per ogni utenza allacciata. Per poter meglio valutare gli effetti del sistema sulla fognatura, ogni intervento dev'essere eseguito in lotti ben individuati e comprendenti almeno mille utenze. Calcola la convenienza economica del sistema FUS 20 Il dissipatore ha un costo così come la sua installazione. Un costo che può essere ammortizzato in breve tempo grazie al risparmio che esso comporta rispetto ai costi di gestione della raccolta differenziata e a quelli di smaltimento in discarica degli scarti alimentari o Frazione Umida Domestica (FUD) o di trattamento in impianti di compostaggio o di termocombustione con recupero di energia. Grazie al sistema che vi proponiamo è possibile calcolare il totale dell'investimento che comporterebbe dotare di dissipatore tutti o una parte dei cittadini residenti nella vostra città e quindi, rapportandolo al costo della raccolta e del trattamento dei rifiuti organici prodotti dagli stessi cittadini, il tempo necessario per ammortizzare tale investimento raggiungendo il cosiddetto "break even point" (punto di pareggio).
Il dato ottenuto si limita a fornire un ordine di grandezza del ritorno economico dell'investimento e quindi potrà variare in più o in meno in funzione della destinazione finale della maggior quantità di fanghi di risulta prodotti dal depuratore a seguito della diffusione del dissipatore. In più, nel caso ci si limiti a smaltirli in discarica, in meno, nell'eventualità che essi possano essere riutilizzati per produrre compost di qualità.
(Per il calcolo si fa riferimento a:-
dati relativi alla produzione dei rifiuti urbani: fonte A.N.P.A. - "Rapporto annuale sui rifiuti" - Febbraio 1999.
- dati sul numero medio dei componenti dei nuclei familiari: fonte ISTAT.)
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