 L'unità Dehydra (disidratatore, idroestrattore, pressa centrifuga), è l'elemento centrale di tutti i sistemi di disidratazione siano essi di tipo compatto, singolo assieme contenente basicamente un trituratore ed un disidratatore, che di tipo remoto, multipli sistemi di immissione (trituratori) collegati attraverso una canalizzazione dedicata, ad un serbatoio omogeinizzatore di stoccaggio temporaneo, quindi ad uno o più Dehydra.
L'unità di idroestrazione è costituita da: (Vedi figura)
- A - un cilindro contenente le parti rotanti (coclea e cilindro microforato)
- B - Un motore che assicura il moto all'assieme coclea/cilindro
- C - una trasmissione che trasferisce e riduce il movimento all'assieme coclea/cilindro
- D - l'ingresso del refluo (rifiuto triturato misto ad acqua)
- E - lo scarico del rifiuto disidratato
- F - lo scarico dell'acqua reflua
Principio di funzionamento
Il materiale una volta triturato viene inviato all'idroestrattore tramite una pompa a girante elastica. L'idroestrattore separa l'acqua dallo scarto triturato: mentre la componente acquosa viene indirizzata al sistema fognario, la componente solida (lo scarto alimentare disidratato) drasticamente ridotta in peso, volume e fermentescibilità, può essere facilmente stoccata in un bidone e quindi conferita per un possibile riutilizzo. In prima istanza alla produzione di biogas, successivamente a compostaggio, essendo una matrice selezionata ovvero senza impurità. Operativamente l'idroestrattore trattiene le particelle triturate presenti nel refluo grazie ad un cilindro in lamiera forata entro cui ruota una coclea: mentre il materiale da trattare, spinto dal movimento della coclea, avanza lungo il cilindro microforato, esso viene "asciugato" grazie alla forza centrifuga. Il materiale disidratato viene sospinto verso il convogliatore di uscita, quindi attraverso un manicotto elastico (E) si deposita nel bidone di raccolta. L'acqua residua scaricata in rete fognaria, in proporzione alle dotazioni idriche normalmente disponibili, non eccede i limiti tabellari relativi alle immissioni in fognatura. Il carico inquinante di tale acqua è comunque e indicativamente utile ai processi di depurazione (carbonio prontamente disponibile). Gli impianti di disidratazione non necessitano di sanificazione in quanto l'area di disidratazione è normalmente collocata in zone dedicate alla gestione del rifiuto [nessun refluo viene riciclato o re-inviato nelle zone di immissione].
Informazioni preliminari richieste
Prima di procedere al dimensionamento dell'impianto remoto di disidratazione è consigliabile indicare gli elementi che caratterizzano l'impianto, tipo:
- quantità giornaliera di rifiuto alimentare da trattare
- quantità da trattare nel picco dell'orario di lavoro
- numero delle stazioni di free-standing di smaltimento
- distanze e quote tra le stazioni free-standing di smaltimento il serbatoio
Caratteristiche dimensionali e tecniche
Larghezza: 543 mm
Altezza: 782 mm
Profondità: 23 mm Peso: 20 kg |
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Allacciamenti richiesti:
Allacciamento alla rete elettrica: alimentazione: trifase 400V - 50Hz assorbimento: 1.1 kw presa: 3P+T - 16 Amp (4 poli)
Allacciamento alle rete idrica: acqua calda: &frac; o ½ - 2.5 bar
Allacciamento al serbatoio: La macchina richiede un collegamento al serbatoio con tubo diametro 50 mm
Allacciamento allo scarico: La macchina richiede un collegamento in rete fognaria con tubo diametro 50 mm
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Tutte le parti funzionali dell'assieme sono rispondenti alle normative CE e la macchina denominata "DEHYDRA" è conforme alle seguenti direttive:
Direttiva 98/37/CE - Direttiva macchine, recepita in Italia dal D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459.
Direttiva 2004/108/CE - Direttiva compatibilità elettromagnetica.
Direttiva 2006/95/CE - Direttiva Bassa Tensione.
Principali norme tecniche applicate:
UNI EN ISO 12100-1 UNI EN ISO 12100-2
UNI EN ISO 14121-1 CEI EN 60204-1
UNI EN 954-1 UNI EN ISO 13857 |